LA SFIDA DELLE 100 COSE: L’ESSENZIALE PER POTER RAGGIUNGERE LA TUA FELICITÀ.

Avere più cose ci rende davvero migliori rispetto a chi siamo realmente? Il concetto di felicità al giorno d’oggi, si basa prevalentemente sull’avere più che sull’essere. E il possedere oggetti necessari e non, è diventato oggi una filosofia di vita alla quale molti ancora sottostanno.

Tutto ciò, avviene forse perché un semplice oggetto ci dà l’illusione momentanea di poter colmare quel particolare vuoto interiore che tutti, bene o male, viviamo. Sappiamo benissimo, quanto ci emozioniamo di fronte a qualcosa di nuovo, che ha il potere di allontanarci per qualche minuto, ore o giorni, dai costanti pensieri negativi e distruttivi che ci soffocano.

Ma quando il piacere della novità termina, eccoci nuovamente al punto di partenza, ovvero intrappolati nel nostro limbo fatto di malessere. E da qui, riprende la nostra nuova folle ricerca verso qualcosa di nuovo, che possa ridarci anche per poco la momentanea sensazione di piacere che tanto bramiamo. Ciò che tuttavia non vediamo, è che dietro questo stile di vita dal piacere rapido e istantaneo, si cela una pensante conseguenza. Perché presto o tardi, le cose che un tempo possedevamo finiscono per possedere noi a loro volta. Privandoci così del nostro tempo, della nostra attenzione e della nostra serenità. Perché inizieremo a proteggere, amare e a nascondere avidamente tutte le cose che avremmo acquistato vendendo il nostro tempo.

La sfida delle 100 cose, inerente allo stile di vita minimalista, ci consente invece di portare maggior ordine nella nostra vita. Eliminando tutto il superfluo e tenendo con noi solamente l’essenziale, ovvero ciò, che ci rende più felici.

LA SFIDA DELLE 100 COSE

La sfida delle 100 cose

La sfida delle 100 cose nacque per la prima volta dalla mente del noto imprenditore di San Diego, Dave Bruno. La quale si rese presto conto, che la sua vita dipendeva unicamente da ciò che possedeva e da ciò che poteva dimostrare di avere agli altri.

Le cose iniziarono a dominarmi“, disse, “E mi resi conto di essere diventato schiavo di ciò che possedevo. Le cose non sono passive, ma hanno una profonda influenza su di noi. Anche se sono solo degli oggetti.”

Da questa realizzazione, comprese che necessitava di un profondo cambiamento nella sua vita. E che doveva, prima di ogni cosa, iniziare eliminando tutto il superfluo, tenendo con sé solo ciò che definiva realmente necessario. Fu così, che decise di sfidare sé stesso, dandosi l’opportunità di uscire completamente dalla sua comfort zone, portando alla nascita della sfida delle 100 cose.

LE POCHE REGOLE DA SEGUIRE

Le regole imposte da Dave, nel suo famoso libro, sono estremamente semplici da mettere in pratica. Ad esempio, la prima regola, è di contare solo gli oggetti di tua proprietà, e ognuno di essi deve essere contato come uno. L’anello, ad esempio, è uno; le cuffie, sempre uno; un paio di scarpe insieme fanno un’oggetto…

Non devo essere contati invece gli oggetti in comune, come ad esempio i piatti, il letto, la televisione se viene usata da più persone… Non vanno contati poi gli oggetti non personali e quelli inerenti al lavoro. Di conseguenza, se si è fotografi o scrittori, non verrano contati: la macchina fotografica, il computer, i flash, i vari obiettivi, i taccuini per scrivere…

E infine, le collezioni o i kit, devono essere sempre contati come un solo oggetto.

COME METTERE IN PRATICA QUESTO PROFONDO CAMBIAMENTO

A prima vista, eliminare il superfluo dalla nostra vita può sembrare un’impresa titanica. Anche perché in molti, hanno oggetti distribuiti in ogni angolo della casa e altri che sono nascosti in qualche garage che si è preso affitto. La prima cosa necessaria da fare dunque, è creare una lista che si divida in tre semplici categorie: tenere, buttare e in forse.

È necessario, come prima cosa, catalogare ordinatamente ogni singolo oggetto di nostra proprietà all’interno della lista, segnandolo in una delle tre categorie. Gli oggetti da tenere, saranno lasciati al proprio posto, quelli da buttare invece saranno da vendere o regalare nell’immediato, prima che possa nascere un qualche ripensamento. Mentre quelli in forse, dovranno essere posizionati all’interno di qualche scatolone e lasciati da parte, lontani dai nostri occhi e dai nostri spazi.

Se nel giro di qualche mese non sarà stato utilizzato nessuno degli oggetti all’interno di questi scatoloni catalogati “in forse“, allora sarà chiaro che non ne necessitiamo realmente. Di conseguenza potremmo valutare l’idea di liberarcene.

Una volta che tutto sarà stato ordinato, sarà poi nostro compito continuare a mantenere attivo questo limite che ci siamo imposti. Senza darci nuovamente l’occasione di cadere un’altra volta nella trappola del consumo.

TUTTO CIÒ CHE CONTA, È LA TUA FELICITÀ

Non è necessario tuttavia forzarsi di arrivare fino a 100, rispettando i limiti della sfida. Perché se si ritiene che si possa essere felici e stare bene, anche con qualcosina in più, allora non ci sarà nessun tipo di problema.

Quello che più conta in questa sfida non è arrivare a 100, ma è liberarci delle cose che non usiamo. Per poter fare cosi spazio, non solo nella nostra vita ma anche e soprattutto dentro noi stessi.

Questa, non è una gara e nemmeno una competizione, ma è la possibilità di poter trovare un maggior equilibrio nella propria vita. Sanando a poco a poco, la propria mente e il proprio corpo, dal peso inconsapevole delle cose che spesso accumuliamo. E pagandole inevitabilmente, con i soldi che otteniamo vendendo il nostro prezioso tempo.

Più farai spazio intorno e dentro di te, e maggiore sarà la tua capacità di crescere e trasformarti. Accogliendo così, più profonde consapevolezze nella tua vita.

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Michele Bosio

In cerca di un senso più profondo della mia esistenza, ho deciso di seguire i miei sogni lasciando le soffocanti certezze. Oggi, mentre viaggio per il mondo, coltivo il desiderio di poter aiutare il prossimo a trovare un pò di pace e felicità, nella propria vita.
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