LE STORIE DI ESOPO: IL CONTADINO, IL FIGLIO E L’ASINO.

Esopo, lo storico scrittore greco, è considerato uno dei primi favolisti della storia. E i suoi racconti, per giusta ragione, sono stati tramandati nei secoli diventando un punto di ispirazione per chi desidera comprendere maggiormente la vita attraverso la più pura semplicità. 

Le storie di Esopo, infatti, hanno sempre avuto il potere di condividere importanti insegnamenti sulla vita. Trasmettendo al contempo valori e virtù come il coraggio, la saggezza, la giustizia e l’umiltà. E ne è un chiaro esempio la storia della “lepre e della tartaruga”, che insegna l’importanza della perseveranza, della costanza e, soprattutto, della fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità. Dimostrando che, anche chi sembra più lento o meno capace, può lo stesso raggiungere grandi risultati con la giusta determinazione e pazienza.

Tuttavia, la storia presente in questo articolo, parla invece di una piccola famiglia che cercava costantemente di compiacere gli altri durante tutto il loro viaggio. Adattando continuamente il proprio comportamento alle critiche della gente e perdendo di vista la cosa più importante. Ovvero essere semplicemente se stessi.

LE STORIE DI ESOPO: IL CONTADINO, IL FIGLIO E L’ASINO

LE STORIE DI ESOPO: IL CONTADINO, IL FIGLIO E L’ASINO

C’era una volta un padre che viveva in un villaggio con il suo giovane figlio, e un giorno, decisero di andare al mercato per vendere il loro asino. Mentre camminavano lungo il sentiero, il padre decise che sarebbe stato meglio cavalcare l’asino per risparmiare energie. Così salì sull’asino mentre il figlio camminava accanto.

Non passarono molto tempo prima che incontrassero un gruppo di persone che commentarono: “Che vergogna! Un uomo adulto che cavalca l’asino mentre il povero ragazzo deve camminare. Non ha cuore?”. Il padre, sentendosi in colpa, scese dall’asino e mise il figlio a cavalcarlo.

Poco dopo, incontrarono un altro gruppo di persone che dissero: “Che vergogna! Un giovane ragazzo che cavalca l’asino mentre il povero vecchio deve camminare. Che mancanza di rispetto!”. Così il padre, sentendosi nuovamente in colpa, decise di salire sull’asino insieme al figlio.

Più avanti, incontrarono un terzo gruppo di persone che esclamò: “Che crudeltà! Due persone sull’asino povero. Lo stancheranno troppo!”. Questa volta, il padre e il figlio, non sapendo più cosa fare, decisero di scendere entrambi e di camminare accanto all’asino.

Infine, incontrarono un altro gruppo di persone che scoppiò a ridere e disse: “Che sciocchi! Hanno un asino ma camminano a piedi. Non ha alcun senso!”. 

A questo punto, il padre, esasperato e confuso, si rese conto che non importava quello che facessero, ci sarebbe sempre stato qualcuno che avrebbe avuto qualcosa da ridire.

NON PREOCCUPARTI PIÙ DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI, SII SOLO E UNICAMENTE TU

Desideriamo così profondamente compiacere gli altri ed essere accettati che spesso smettiamo di essere noi stessi, solo per diventare ciò che gli altri si aspettano da noi. Chiunque, chi più chi meno, prova piacere nell’essere accettato o nel sentirsi parte di qualcosa, anche se nella maggior parte dei casi questo significa rinunciare a una parte dei nostri ideali e valori.

Senza considerare che tuttavia, ci sarà sempre qualcuno che si sentirà in dovere di ferire o criticare le nostre azioni e scelte, indipendentemente da quali esse siano. Come mostrato sia in questo racconto di Esopo sia in altre varie storie.

Forse lo fanno per semplice invidia. Forse perché ci vedono più felici di loro. O forse ancora, perché preferiscono concentrarsi più sul prossimo che su sé stessi. Ma a prescindere da quali possano essere le reali motivazioni, c’è una sola domanda che vale davvero la pena porci: “Vale davvero la pena vivere un’esistenza che non è nostra?

Mi piace pensare che la vita sia troppo breve per essere interamente spesa e consumata al solo scopo di compiacere gli altri più che noi stessi. E che ciò non farebbe altro che portare notevoli rimpianti e sensi di colpa nel tempo a venire.

Potremmo anche mentirci, dicendo che possiamo cambiare questo modo di agire in qualsiasi momento, o peggio, che lo facciamo perché ci fa stare bene. Eppure non consideriamo quasi mai che, nel frattempo, il tempo passa, e che una cattiva abitudine diventerà sempre più difficile da abbandonare se si radicherà sempre più profondamente.

Di conseguenza, trova adesso il coraggio di essere te stesso o te stessa. Perché non c’è miglior regalo al mondo che potresti farti, credimi. A prescindere da quanti possano essere pronti a criticarti e offenderti, ricordati che è a te, che stai privando la felicità e l’amore che ti meriti. Ed è sempre a te che un giorno dovrai rendere conto del tempo speso ad essere chi in realtà non sei mai stato.

Non perdere perciò inutilmente altro tempo con chi non ti sa apprezzare, ma dedicati a ciò che conta di più: la tua felicità. Perché tu sei un essere unico e speciale e nessuno mai potrà imitare anche solo una minima frazione dell’unicità che ti avvolge.

Perciò ricordati: “Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che tu incontri qualcuno a cui tu possa andare bene così come sei. Quindi vivi la tua vita come credi, fai ciò che ti dice il cuore, fai ciò che vuoi. La vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.Charlie Chaplin

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Michele Bosio

In cerca di un senso più profondo della mia esistenza, ho deciso di seguire i miei sogni lasciando le soffocanti certezze. Oggi, mentre viaggio per il mondo, coltivo il desiderio di poter aiutare il prossimo a trovare un pò di pace e felicità, nella propria vita.
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